Mariella Ricca

 Nasce a Siracusa nel giugno del 1973. Sin dall'adolescenza è stata sempre presente sul panorama artistico facendo scrivere di lei diverse testate giornalistiche, i quali esaltando le doti artistiche naturali, che fanno di lei un'artista autentica ed instancabile. Gli studi artistici e la qualifica di Maestro Ceramista fanno di Mariella Ricca un'intensa narratrice di storie fatte di colori e forme. Il suo stile di donna e di pittrice, la sua passione per l'arte, il suo folgorante talento e le sue straordinarie capacità di espressione cromatica, assemblata anche ad altri materiali in creazioni di singolare novità, armonia, bellezza. Frutto ciò, di un processo ideativo e di profonda conoscenza ed esperienza tecnica in più aspetti dell'arte, da cui l'artista viene stimolata a concretare liricamente e magistralmente i temi delle sue creazioni, conquistandoci con la magia e il simbolismo dei colori nello stupore di una sintesi classica e rigorosa. Si resta affascinati dal miracolo di forza e gentilezza di questa pittrice riuscendo a fondere etica ed estetica donandoci emozioni e sensazioni attraverso il valore della compostezza, della metafora, della bellezza. Nell'arte di Mariella Ricca si colgono i fermenti di cui si fa carico durante il misterioso atto creativo, in cui è possibile leggere un'adesione alla realtà trasformata lirica reviviscenza dominata dalla fantasia e dalla strutturazione del segno, dell'immagine, del colore. La sua arte è una terminologia che si percepisce come un'autentica poesia o narrazione visiva in una sfera dove si trovano sentimenti e razionalità nella scoperta o riscoperta di storie che parlano al cuore e alla mente come proiezioni di un progetto sognato, amato dall'artista, che lo compone e lo concretizza con misura e buon gusto, in equilibrio tra immaginazione e fisicità, cromia e condivisione del suo linguaggio, del suo mondo, in cui ritroviamo la nostra umanità, il nostro anelito alla bellezza, all'unità e all'universalità. 


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Il tocco supremo dell'artista, sapere quando fermarsi.
(Arthur Conan Doyle)